Valentino Camiletti

La pittura una passione atavica

Hanno Scritto

 

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FAUNA   PICTA

L’animale costituisce un soggetto ampiamente utilizzato dagli artisti: la valenze simboliche riconosciute agli animali sono contrassegnate da fissità che li rendono stabili all’interno
della dialettica narrativa attivata dai pittori. Valentino Camiletti si pone con equilibrio e grazia tra gli artisti che hanno scelto il selvatico come esponente principale della loro opera creativa.

Ogni sua opera è di fatto una piccola storia: frammento dove realtà e fantasia si incuneano in uno spazio parallelo, in esso la natura è allegorizzata e con il ruolo di evocare figure
ancestrali. Animali colti in atteggiamenti “normali”, di fatto si offrono all’osservatore con il loro carico di significati, che però possono essere scorti dietro l’apparenza dell’impronta pittorica di superficie.

Di tanto in tanto fa la sua apparizione la civetta, con la sua forza evocativa che rimanda alla notte e all’oscurità, ma anche alla dimensione sacrale avvolgente come un’aura metafisica la figura di Atena.

E poi lupi, ghepardi, tigri, leoni di montagna: animali che meglio di altri incarnano il simbolismo del mondo selvaggio, con le sue regole spesso violente e crudeli se viste nell’ottica
omocentrica, notoriamente scarsamente obiettiva quando si pone in confronto agli esseri viventi ritenuti “inferiori”.

Valentino Camiletti si trova a proprio agio nei grandi spazi: luoghi non marcati da tracce umane, dove la natura ha il proprio dominio assoluto e le sue forze si scagliano con potenza irrefrenabile
su creature viventi e cose.

Avvalendosi di una vivacissima scala cromatica, il pittore riesce a creare figure sempre suggestive, lasciando al colore il dominio sul disegno, che così si smarca da rigorismi e luoghi comuni. Il risultato
è sempre colmo di fascino, perché, innegabilmente, gli animali di Camiletti sono limpidi, veri, evocativi.

Il pittore non cerca di stupire, ma si limita a lasciare alla natura il compito di stupirci, poiché è lei la vera protagonista della sua ricerca: una natura che dista anni luce dalla nostra realtà metropolitana,
nella quale spesso l’unico mondo selvaggio di cui abbiamo notizia è quello del National Geographic.

La wilderness nella quale possiamo immergerci osservando le opere proposte in galleria, è affrancata dalle convenzioni letterarie e dalla retorica ecologista: non c’è spazio per la filosofia, ma solo per la vita.
Quella selvaggia appunto, che riverbera ininterrottamente nei meandri delle nostra memorie ancestrali
e si adagia nell’inconscio, dove si muta in simbolo.

MASSIMO CENTINI ( Scrittore,antropologo,giornalista )

Prefazione al libro "DELLA FAUNA E ALTRE MERAVIGLIE"

Credo sia privilegio di pochi essere spettatore di scorci di vita animale che quotidianamente si susseguono sulle montagne o negli angoli più riservati di un bosco o di una palude.

Valentino Camiletti con i suoi disegni regala agli occhi di tutti noi, momenti di alto interesse naturalistico impreziositi da situazioni, giochi di luci e ombre, particolari minuti e paesaggi fiabeschi che solo una mano guidata da un talento artistico innato ma ancor più da un profondo interesse per gli animali può così fedelmente immortalare.

Luc Wauters

 Biologo Ricercatore

 Università dì Londra

 

ISTANTI PREZIOSI

 

Lunghe attese passate insieme ad aspettare l'alba nascosti In angusti capanni.

Gli ultimi rumori degli animali notturni che si affrettano alle tane. Poi, prima che i raggi del sole attraversino il fogliame e la bruma notturna, l'arrivo sospettoso degli animali selvatici. Immagini che riempiono gli occhi, e nella mente imprimono indelebili ricordi. Visioni in atmosfere da favola che con l'amico Valentino ho vissuto innumerevoli volte ma che solo lui, con la sua sensibilità artistica e naturalistica ha potuto trasferire sulla carta. Sono la sua mano precisa ed ordinata riesce a far riemergere anche i più piccoli particolari degli scenari catturati dagli occhi In quei momenti indimenticabili. Non basta certo un corso dì pittura per formare un artista come Valentino Camiletti:

l'amore per la natura e la sua minuziosa osservazione emerge dai suoi dipinti come una delicata e prorompente fioritura nemorale. Sono certo che Valentino dipingerà ancora tanti momenti rubati alla natura ma, perché questo avvenga, un ambiente naturale protetto è l'unica garanzia che perpetuerà nel tempo lo svolgersi segreto e misterioso della vita animale.

Silvio Colaone

Fotografo naturalista

 FURTO IN CASA MERISI

 

                                           

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 
Trionfo della fauna nellʼarte di
Valentino Camiletti:

accenni rinascimentali neoclassici e ironiche, surreali ambientazioni
 
 
La natura può diventare parte principale di una complicità poetica che si crea con la visione di un artista, offrendo, nonché aprendo, scenari evolutivi compositivi utili a dimostrare unʼeclettica concezione dellʼarte. Valentino Camiletti ama rendere le sue tele invase e pervase da visioni pittoriche universali e totali, quasi fossero aperture fisiche, e immaginifiche, su panorami reali, naturali, vivi e fatti di una limpidezza che solo lʼuso sapiente da parte dellʼautore del colore e delle tinte può offrire e donarci. Camiletti ama giocare con consapevolezza con la tecnica che, come in ogni artista di qualità e con un proprio percorso estetico e lirico, diventa parte fondante e fondamentale di una ricerca continua di alfabeti descrittivi e pittorici, funzionali a garantirci sensazioni incisive quanto penetranti e intense. Lʼautore ama studiare la migliore tecnica spaziando in diversi strumenti e materiali, impiegati in subordinazione allʼidea che lo stesso artista ha nellʼatto precedente la composizione: la cura dei dettagli, lʼapprezzamento per il particolare, la meticolosità investita nel definire la completezza del paesaggio quasi fantastico che va a definire, pur partendo da elementi realmente concepibili, ci donano ulteriore testimonianza dello studio accurato che lʼautore pone prima di stendere la tinta sulla tela. I passaggi tecnici ci offrono uno spettro complesso della capacità compositiva di Camiletti, che non si esime dallʼutilizzo di tecniche remote, il ritorno in molte sue opere alla tempera allʼuovo, oltre al consueto acquerello, al solito pastello, suggellando un incontro tra tratto della matita e la densa completezza estetica della pittura, allʼaerografo. Si assaporano nella produzione di Camiletti tratti di certa pittura rinascimentale e fiamminga, che evidenziano la formazione dellʼautore, cresciuto nel riproporre opere di grandi maestri di tali correnti culturali. Camiletti ha unʼossessione, non può rinunciare a questo aspetto se vuole definirsi artista a pieno titolo, e che consiste nel proporre soggetti del mondo della natura, la fauna celebrata in tutte le sue specie, dagli animali selvaggi a quelli regali, eleganti; dai volatili notturni agli animali più domestici. Lʼautore rappresenta in modo profondo e totale scenari verisimili: in essi si evidenzia un aspetto pittorico in cui può risaltare una luce, accennata con la sola stesura cromatica delle pennellate, qui il colore diventa unico elemento su cui elaborare le figure, che illumina, con la sua immensità coinvolgente, la tigre come fosse sotto il riflettore di un obiettivo fotografico nellʼoscurità della notte della Savana. Il realismo in questo ambito diventa iperrealismo, prospettiva di un insieme di elementi e soggetti affrontati nella loro particolarità, nelle parti costitutive di dettagli minimi. Camiletti non si accontenta delle narrazioni semplici del reale, ma propone visioni che diventano significanti di simboli e concetti quasi antichi, ancestrali, remoti, che si celano nellʼaspetto e nella portata dellʼanimale ritratto: il simbolismo si unisce e si contamina con lʼiperrealismo aprendoci visioni inattese e inaspettate, sorprendenti e coinvolgenti. La produzione di Camiletti si affaccia anche sulla narrazione fantastica e quasi immaginifica di paesaggi dal sapore mitologico e neoclassico, situazioni improbabili in cui un soggetto umano si trova a essere ritratto con un felino in unʼambientazione surreale dal sapore suggestivo. Suggestivi risultano essere gli ironici riferimenti e intelligenti accenni a opere rinascimentali in cui si immortalano azioni compiute da animali in contesti a noi noti della storia della letteratura artistica: vediamo dei volatili che vanno a rubare dal cesto della Natura morta di Michelangelo, nella strabiliante e affascinante opera dallʼironico titolo Furto in casa Merisi. In questo contesto si apprezza Camiletti in tutta la sua portata espressiva simbolista, trionfo di colori e abilità nel ridefinire, non semplicemente riproponendo, ma scherzandoci sopra, paesaggi di grandi maestri rinascimentali: nessuna rievocazione accademica didascalica, ma opera di una produzione che diventa densa di significati e di simboli, di immaginazioni e di possibilità di evasioni che portano lo spettatore a fermarsi e a rendersi complice con lʼartista in un viaggio divertente ma, allo stesso tempo, leggero e piacevole, esteticamente e poeticamente parlando.
 
Articolo di Alessandro Rizzo